Voucher, Buoni Inps e Lavoro Accessorio: accesso, limiti, requisiti

Il Decreto Legislativo n. 81/2015 ha rivisto la disciplina del lavoro occasionale, difatto eliminando la caratteristica dell’occasionalità, altresì già eliminata dal Decreto Legge 76/2013, con la possibilità dunque che il lavoro accessorio possa essere usato per qualsiasi tipo di attività.

Con il lavoro accessorio si è inteso regolamentare tutte le prestazioni lavorative non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato o del lavoro autonomo, ma che sono caratterizzate da un limite prettamente economico e dal pagamento attraverso i voucher.

Per contratto di lavoro accessorio si intende quindi l’insieme di prestazioni lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 7.000 netti (€9.333 lordi) nel corso di un anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Qualora inoltre il committente sia un imprenditore o un professionista le prestazioni di lavoro accessorio rese a loro favore non possono eccedere il limite di € 2.000 netti (2.693 € lordi) nell’anno civile per ciascun lavoratore.

Il lavoro accessorio si utilizza in diversi ambiti: agricolo, commerciale, turistico, dei servizi, della Pubblica Amministrazione, rispettando comunque i vincoli di contenimento delle spese di personale previsti dalla normativa di settore, oppure, dai patti di stabilità interni.

E' compatibile e cumulabile a determinate condizioni con:

  • Indennità di mobilità
  • Indennità Naspi
  • Disoccupazione agricola
  • Cassa integrazione guadagni.

Il pagamento, come abbiamo anticipato, avviene attraverso i cosiddetti voucher (o buoni lavoro) che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL.

Il voucher ha un valore lordo orario di 10 euro per il quale sono previste le seguenti trattenute:

  • 13% per i contributi previdenziali dovuti alla gestione separata (Inps)
  • 7% per l'assicurazione contro gli infortuni (Inail)
  • 0,50 € a titolo di rimborso spese autorizzate con decreto ministeriale.

Ne deriva che il valore netto di un singolo buono al momento è pari a 7,50 € l'ora.

L'erogazione dei voucher ai committenti imprenditori e liberi professionisti può essere effettuata solo per modalità telematica, mentre ai committenti privati può essere erogata sia in modalità telematica che attraverso le “rivendite autorizzate” come i tabaccai.

A riguardo la Federazione italiana tabaccai (Fit) ha precisato che la convenzione in essere con l'Inps, rinnovata nel febbraio 2015, identifica l'emissione dei voucher in tabaccheria come servizio svolto “con modalità telematica” e che lo stesso Istituto, come confermato per le vie brevi, nelle sue comunicazioni al ministero del Lavoro nell'iter di approvazione del decreto, ha sempre individuato il servizio svolto dai tabaccai come servizio svolto in modalità telematica.

Pertanto, i tabaccai, salvo diverso  esplicito chiarimento o decreto del ministero del Lavoro, continueranno a erogare il servizio sia per i committenti privati che per i committenti imprenditori e liberi professionisti (comunicato stampa Fit 29.6.2015).

Per maggiori informazioni, approfondimenti e procedure di utilizzo potete contattarci all'indirizzo email info@studiopellegrino.org.

 

Riferimenti:

CIRCOLARE INPS N. 4 DEL 18 GENNAIO 2013

CIRCOLARE INPS N. 149 DEL 12 AGOSTO 2015

D.L. N. 81 DEL 15 GIUGNO 2015

 

 

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